La camicia bianca secondo me, Gianfranco Ferré


La camicia bianca secondo me, Gianfranco Ferré: Dopo mesi di attese e rinvii finalmente lo scorso sabato ho visitato la mostra sulla camicia bianca di Gianfranco Ferré, ospite temporaneamente al Museo del Tessuto di Prato.
Sembrerà strano, ma proprio io che studio e vivo vicino a Prato ho trovato solo ora il tempo di visitare la mostra, tutta colpa dei mille impegni e dello stage che ho cominciato proprio a febbraio e che si è concluso a maggio. La mostra che ha aperto il primo di febbraio, si concluderà il 15 di giugno. La mostra espone 27 camicie simbolo dei 20 anni di carriera più importanti di Ferré, ogni camicia ha un nome e relativi plat, disegni, figurini e foto per capire meglio lo studio, l'ispirazione, e il lavoro che sta dietro a ognuna. La camicia bianca per Ferré è stato uno dei capi più importanti e più studiati dall'artista, talmente caro da essere sempre stato rivisitato, destrutturato e ricomposto a ogni nuova collezione. Attraverso la camicia Ferrè ha saputo inventare tante storie, esplorare le tante sfacciettature femminili e indentità del capo, creando sempre una camicia nuova. Non ho potuto non notare che su per giù Ferré ha continuato negli anni ad usare sempre gli stessi tessuti: organza, taffetas e crepe de chine, rigorosamente di seta pura. Oltre al tessuto in ogni camicia non manca mai la ricerca e il gusto per la raffinatezza del lavoro sartoriale. Se nella realizzazione ogni camicia è impeccabile dal punto di vista della sartoria e quindi della moda, nei plat e nei figurini percepiamo la parte architettonica dello stilista, visibilmente notabile dal tratto preciso, pulito e squadrato della china. La mostra è molto ben strutturata, ricca di contenuto e disposta bene nello spazio della stanza che la ospita, io sono stata dentro al museo per quasi due ore, ciò significa che chi ha organizzato il tutto ha fatto un ottimo lavoro. Oltre alle camicie esposte, subito all'ingresso sono disposte una serie di fotografie di alcune camicie fotografate come se fossero state sottoposte ai raggi X, rivelando lo scheletro portante, e che spesso è invisibile da vedere una volta indossato. Ciò che più mi è piaciuto di questa mostra è stato proprio l'intento di esaltare la parte della modellistica e della realizzazione dei capi. Spesso nelle mostre di moda la parte che riguarda la realizzazione vera e propria del capo viene tralasciata per far spazio a una miglior analisi del design e della progettazione. Io che studio sartoria e che voglio diventare sarta  non ho che potuto gioire ed essere contenta della cosa! E' inutile dirvi di affrettarvi a visitare questa mostra, il tempo a disposizione è poco e quindi se siete interresati muovetevi in fretta! Se invece siete lontani e non avete modo di muovervi vi consiglio comunque di visitare il sito della mostra QUI, che è ben fatto e pieno di informazioni e fotografie.
Io per l'occasione ho indossato una camicia bianca che ho realizzato scorsa settimana proprio per omaggiare l'opera di Gianfranco Ferré, e che vi mosterò presto in un nuovo outfit. Avete già visitato questa mostra? Se sì, quali sono state le vostre impressioni? Fatemi sapere, un bacio! :D

P.s. in una delle ultime foto in fondo potete vedere il nome della mia insegnante Angela Vaggi Tei, che per la mostra ha ricreato il cartamodello di una delle camicie esposte, e che trovate all'ingresso assieme alle fotografie… un motivo in più per visitare la mostra! :)


Sorry, no english :(








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